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Questo film del 2024 diretto da Michael Mohan e interpretato dalla promettente attrice Sydney Sweeney, è stato ideato nel 2014. Inizialmente la Sweeney era stata scelta per un ruolo in un film basato su una sceneggiatura di Andrew Lobel, ma il progetto è stato abbandonato. Successivamente, l'attrice ha deciso di riportarlo in vita coinvolgendo il regista Mohan per completare il film.



Il film è ambientato in un convento nella campagna italiana, dove la giovane e devota Suor Cecilia (Sydney Sweeney) viene trasferita dagli Stati Uniti. L’incontro con le altre suore non sarà di certo di favore, ma si troverà ad affrontare un ambiente ostile e carico di oscurità che fin da subito si incupisce di un'atmosfera sinistra. I personaggi sono ambigui e ci vengono presentati frettolosamente celando una certa prevedibilità delle loro future azioni, anche se non ci è dato capire appieno il loro ruolo nella storia e non approfondisce la loro personalità e il ruolo che ricoprono.


Non che se ne sentiva il bisogno o che non prendano forma durante la visione, ma un certo approfondimento sarebbe stato doveroso. A mio parere una grande pecca di questa pellicola che già dai primi minuti fa intuire ma non dice, lasciando queste figure come contorno a Suor Cecilia, che ignara, andrà incontro al suo destino



Il film si sviluppa in modo lento e confusionario, riservando gli attimi di maggiore tensione per la parte finale, dove a partire dal terzo atto il mistero viene svelato, sebbene alcuni indizi siano presenti fin dal principio, tra religione e "sperimentazione".


Purtroppo, questa risoluzione viene affrontata in modo superficiale, impedendo allo spettatore di apprezzare appieno il cuore del film, immergendoci in una spirale di violenza quasi banale e un po' assurda. Un vero peccato, poiché se all'inizio il film sarebbe potuto sembrare il solito racconto di un culto satanico nascosto in un monastero sotterraneo, il soggetto presentato mostra una prospettiva interessante e poco esplorata nel genere horror-demoniaco. In sostanza, ci troviamo di fronte ad un "The Omen" ribaltato, che prometteva molto di più.


Nonostante i suoi difetti e la sua scarsa riuscita, riesce comunque a tenerti incollato allo schermo fino alla fine, più per curiosità che per il suo fascino, sopratutto quando la trama inizia a diventare avvincente quando il personaggio di Cecilia scopre di essere incinta, nonostante non abbia mai dormito con un uomo. È un miracolo? O qualcosa di più sinistro? 



Inoltre, sebbene il film sia stato definito come un horror-psicologico, in realtà la componente psicologica risulta essere piuttosto scarsa. Man mano che la trama si sviluppa, emergono elementi che mescolano il genere sci-fi (qui da prendere con le pinze, e capirete a film visto) e body/pregnancy-horror, cercando di richiamare lo stile del Giallo all'Italiana, ma senza riuscirci pienamente.


Il film fallisce nel creare quell'atmosfera cupa e angosciante tipica del genere italiano, mancando sia della potenza narrativa necessaria per affrontare temi significativi legati al corpo delle donne e alla loro libertà.



Un film che aveva tutto il potenziale per osare di più, avendo tutti gli elementi che avrebbero potuto essere stati sfruttati in modo assai più intrigante., ma delude nello svolgimento e nelle risposte fornite.


La sensazione che si ha a fine visione è quella di una mancanza di ambizione nel portare avanti un concept così promettente, dove lo spettatore viene portato a pensare di aver appena visto un buon film; ma invece è solo un’ottimo finale di un brutto film.

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