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Poor Things



Poor Things è una coraggiosa denuncia contro i tabù sociali della sessualità femminile, che qui diventa l'arma con cui Bella Baxter (Emma Stone) si ribella ad una vita fatta di privazioni dettate dal suo creatore "God" (Willem Dafoe) e quando deciderà di scappare ed esplorare il mondo con il subdolo persuasore Duncan (Mark Ruffalo) tutto prenderà una piega inevitabile.



Un film che parla in maniera onesta dell'emancipazione femminile e di come non si può fermare la voglia di conoscenza dell’essere umano.



Bella è l'esperimento di Godwin Baxter che innamorato della sua creatura crede di poterla tenere segregata nella sua dimora, ma non ha fatto i conti con la curiosità infantile del cervello trapiantatole del figlio mai nato che portava in grembo, e come ogni nuova vita venuta al mondo, anche la stessa Bella svilupperà una necessità di ricerca e avventura, rivoltandosi contro il suo creatore. Perché la voglia di vita e conoscenza non conosce padroni.


Ma attenzione l'inganno è dietro l'angolo. Se Bella trova in Duncan una scappatoia per correre incontro alla vita, questa si rivelerà essere una prigione di un'uomo innamorato della sua innocenza che pensa di poter usare e poi gettare via una volta stanco del suo giocattolo, che ormai non sottostà più alle sue regole, fino ad arrivare ad un'ossessione maniacale, come nelle più classiche relazioni tossiche e narcisistiche. 



Ma non credete neppure a questo, l'ossessione diventa follia, quel "non mi vuoi più? Ok hai infranto la prima regola dell'uomo padrone e allora te la farò pagare!”.



Il film è un continuo di colpi di scena e c'è sesso, ma tanto sesso che renderà incomodi molti uomini e i benpensanti, perché qui il sesso diventa la forza della donna, ma non la sua gabbia, perché nonostante l'impulso e il costante desiderio di quei "balzi furibondi", Bella svilupperà un'intelletto che va ben oltre la semplice lussuria. Bella ha bisogno di conoscere, di sapere e in fin dei conti di avere una vita normale, mutando di volta in volta il suo bisogno di progressione, un ingrediente impazzito che cambia la ricetta delle cose, evolvendosi di continuo.



La scena in cui bella scopre "la felicità" è qualcosa di divino e iper-grottesco ma non tanto lontano dalla verità sulla scoperta dell'orgasmo di noi bambine.



Tutto sembra ruotare intorno al piacere femminile, che viene accettato dal mondo maschile fino a che riescono a tenerlo sotto controllo, ma denigra e si disgusta alla consapevolezza che anche noi donne possiamo e sappiamo provare piacere.


Un desiderio d’indipendenza e quello stesso privilegio che fino agli anni '60 era considerata una prerogativa maschile e solo grazie alle ricerche della sessuologa Virginia Johnson e del suo marito-collega William Masters, venne riconosciuto l’orgasmo femminile come conquista di una maggiore libertà, che le portò a pretendere di avere la stessa soddisfazione sessuale degli uomini, oltre agli stessi diritti.


Certo è che questi studi negli anni avvenire sono stati molto criticati, ma ciò non toglie che la ricerca sia stata fondamentale per noi donne che ci ha liberato di uno stigma che purtroppo ancora oggi ha lasciato il suo strascico nella mente di chi vuole ancora oggettificare la donna.



Così come l’idea di vendetta architettata dall’uomo che vuole riprendersi e “richiudere” Bella in una vita che ormai non le appartiene più, è la cosa più disgustosa e contro ogni diritto umano. Proprio questa scena è la risposta a quel modo misogino di pensare, che fortunatamente non è il più diffuso, ma che ancora esiste e ci fa capire di come il nostro mondo che si evolve alla velocità della luce nella tecnologia, stia regredendo la mente a pensieri ed ideologie misoneiste.



Il linguaggio è scurrile e assai volgare, niente viene nascosto e non si usano mezzi termini, perché anche il vocabolario dell'erotismo ha il suo bon-ton, ma Lanthimos sa utilizzarlo, reinterpretandolo per darne un significato potente e che rende i suoi 141 minuti di durata una commedia dove le risate saranno difficili tra trattenere.


Oltre ad utilizzare la camera per creare un’atmosfera barocca e futuristica ma che sa guarda al passato con occhio critico, immergendoci in un mondo colorato dalle tinte gotiche-fiabesche con abilita magistrale dell'utilizzo del grandangolo e una CGI impeccabile.



Bella è una guerriera, l’eroina moderna che tutti noi, donne e uomini dovremmo prendere come esempio. Ed è proprio questo che il buon Lanthimos ha portato sullo schermo come una distorta rivisitazione della creatura di Frankenstein, ma che urla al Women's Empowerment in maniera spudorata e senza filtri. Una coraggiosa lotta contro i Tabù sociali e il tanto ricercato libero arbitrio.

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