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Lisa Frankenstein



Comedy-Horror del 2024 scritto da Diablo Cody e diretto da Zelda Williams (figlia del grandissimo Robin Williams), qui alla sua prima prova con un lungometraggio.


Il film risuona come un teen movie all’apparenza innocuo come nella migliore tradizione di Diablo, ma che nasconde una profondità non così scontata. Si rimane affascinati dalla scenografia, dalla fotografia, dai costumi, dal trucco, da quel incontro tra Tim Burton e la matrigna cattiva di Cenerentola e da una colonna sonora da sballo, tutta anni ’80 che vi farà venir voglia di alzarvi dal divano e ballare.



Lisa Frankenstein non è una rivisitazione del mostro di Mary Shelley, anzi le similitudini sono solo un’espediente per narrare una storia diversa, già vista, assolutamente, ma che nasconde, perdonatemi il termine, dietro la sua banalità un mondo già esplorato ma che ha ancora bisogno di essere raccontato.


Non mi voglio soffermare sulla trama che vi lascerò scoprire alla visione del film, ad oggi senza una data d’uscita italiana (se però siete impazienti e volete vederlo, lo trovate a noleggio su varie piattaforme, ma vi servirà una VPN), ma vorrei concentrarmi su una scena in particolare degli ultimi attimi del film, tranquilli non è uno spoiler, che mi ha fatto riflettere molto e che a mio parere racchiude un pò tutto il senso del film.



Se all’inizio sembra la classica storia adolescenziale di una ragazza emarginata che si rifugia nel suo mondo fantastico per evadere dall’isolamento e dai dissapori che la circonda, questa scena-monologo, oltre ad essere la più divertente di tutto il film, ci porta a riflettere sulla voglia di conoscenza e quell’etichetta da persone colte di cui ci impadroniamo avidamente, ma che risulta essere più un vanto personale che una vera voglia di competenza e curiosità da condividere con chi ha le nostre stesse passioni o di aprirsi a nuove prospettive di confronto.



In realtà rappresenta l’egoismo umano nascosto da una parvenza di accettazione, ma che è solo un rifugio d’insicurezza di chi ha la fama di sapientone e persona “cool”.


Lisa se ne accorgerà e accetterà il suo destino, in uno scambio di ruoli tra lei e “la sua creatura”, ma nonostante l’arroganza di alcuni personaggi, Lisa trova conforto nella sorellastra che se ne prende cura con una dolcezza quasi infantile fino alla fine e forse davvero l’unica a comprendere questa ragazza così *particolare”.



Queste parole potrebbe risultarvi senza senso, ma credetemi troveranno il suo significato una volta visto il film. Consigliato? Assolutamente!!!

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